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Elaborazioni probabilistiche

Le elaborazioni stimano i parametri di una distribuzione di probabilità che descrive il regime delle piogge intense, e da quella estraggono le altezze attese per assegnati tempi di ritorno \(T\).

Tutte assumono che i massimi annui per durata fissata siano realizzazioni indipendenti di una stessa variabile aleatoria.

Gumbel (EV1)

La distribuzione di Gumbel a 2 parametri descrive i massimi di campioni grandi:

\[ F(h) = \exp\!\left[-\exp\!\left(-\frac{h - \mu}{\beta}\right)\right] \qquad h(T) = \mu - \beta \ln\!\left[-\ln\!\left(1 - \frac{1}{T}\right)\right] \]

Due stimatori disponibili:

  • Metodo dei momenti. Veloce, robusto. \(\beta = s \sqrt{6}/\pi\), \(\mu = \bar{h} - \gamma\,\beta\) (\(\gamma \approx 0.5772\) costante di Eulero-Mascheroni).
  • Massima Verosimiglianza (ML). Iterativo, leggermente più efficiente.

GEV — Generalized Extreme Value (L-moments)

Famiglia che generalizza Gumbel: include una shape \(\kappa\) che permette code pesanti (\(\kappa > 0\)) o limitate (\(\kappa < 0\)).

\[ F(h) = \exp\!\left[-\left(1 - \kappa\,\frac{h - \xi}{\alpha}\right)^{1/\kappa}\right] \]

I tre parametri \((\xi, \alpha, \kappa)\) sono stimati con i L-moments (Hosking 1990) — più robusti dei momenti classici per campioni piccoli.

Le altezze h(T):

\[ h(T) = \xi + \frac{\alpha}{\kappa}\!\left[1 - \left(-\ln(1 - 1/T)\right)^{\kappa}\right] \]

Quando GEV vs Gumbel?

GEV è da preferire se la serie ha pochi anni e valori estremi anomali. Per serie >50 anni e niente "code lunghe", Gumbel è di solito sufficiente e più semplice da giustificare in relazione.

Pearson III (metodo dei momenti — Foster/Kite)

Distribuzione a 3 parametri (\(\bar{h}, s, C_s\) = media, deviazione, asimmetria) storicamente popolare nel mondo anglosassone:

\[ h(T) = \bar{h} + K_T(C_s) \cdot s \]

con \(K_T\) frequency factor tabulato (formula di Wilson-Hilferty per calcolarlo analiticamente).

Utile quando la serie ha asimmetria marcata e Gumbel sottostima la coda.

TCEV — Two-Component Extreme Value (VA.PI. — Italia)

Modello regionale per il territorio italiano basato sul programma VA.PI. (Valutazione delle Piene in Italia, CNR-GNDCI). Distingue eventi ordinari e eventi straordinari ammettendo due componenti EV1 sovrapposte.

\[ F(h) = \exp\!\left[-\Lambda_1 e^{-h/\theta_1} - \Lambda_2 e^{-h/\theta_2}\right] \]

I 4 parametri \((\Lambda_1, \theta_1, \Lambda_2, \theta_2)\) sono difficili da stimare puntualmente: Runoff Lab NX implementa i 4 livelli di regionalizzazione classici:

Livello Cosa fissa Cosa stima
0 — puntuale nessun parametro regionale tutti e 4 dalla stazione (poco affidabile sotto 30 anni)
1 — regionale \(\Lambda^* = \Lambda_2/\Lambda_1\), \(\Theta^* = \theta_2/\theta_1\) gli altri 2 dalla stazione
2 come 1 + \(\Lambda_1\) resta solo \(\theta_1\)
3 tutti i parametri di forma regionali; \(\theta_1\) da scala adimensionale + scala locale

Il dataset VA.PI. è caricato per le regioni italiane note. Per regioni o paesi non coperti l'opzione TCEV non è disponibile (il pannello la nasconde quando la lingua dell'interfaccia è diversa dall'italiano).

Quando TCEV ha senso

TCEV cattura bene la coda alta degli eventi catastrofici tipici del clima italiano (alluvioni convettive su bacini piccoli). È il modello consigliato da molte autorità di bacino per Vigilanza idraulica e PAI.

Test di adattamento

Per ogni elaborazione il software calcola due test:

  • Kolmogorov-Smirnov (KS): massima distanza fra CDF empirica e teorica. Confronto col valore critico al 5%.
  • Pearson χ²: confronto su classi di frequenza.

Entrambi sono non rigetto al 5% se il p-value > 0.05. Una sola distribuzione che passa entrambi è preferibile a due che ne falliscono uno.

Bibliografia di riferimento

  • Gumbel E.J. (1958), Statistics of Extremes, Columbia University Press.
  • Hosking J.R.M. (1990), L-moments: analysis and estimation of distributions using linear combinations of order statistics, J. Royal Stat. Soc. B 52.
  • Kite G.W. (1977), Frequency and Risk Analyses in Hydrology, Water Resources Publ.
  • Rossi F., Versace P. (1982), Criteri e metodi per l'analisi statistica delle piene, CNR-PFC, Italia.
  • Programma VA.PI. — CNR-GNDCI, Valutazione delle Piene in Italia, rapporti regionali.